I colori dell’anima – Modigliani (2004)
4 agosto 2009

BIOGRAFICO – DURATA 124′ – USA
Parigi, 1919: il pittore livornese Amedeo Modigliani, malato di tubercolosi e alcolista, ama Jeanne Hébuterne ma è ostacolato dal suocero antisemita. Frequenta il Café Rotonde, in cui si riuniscono, tra gli altri, anche Picasso, Soutine e Utrillo, che saranno suoi rivali in una contesa a colpi di pennello…
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5 Commenti, Lascia un Commento
semplicemente stupendo!!!anche se la fine mi sa che nn è prprio veritiera..
11 mag, 2010 - 23:14
è totalmente sbagliato! date e fatti sono sballati… l’unica cosa veritiera è la vita sregolata… il film è allucinante ci va coraggio per guardarlo! Bè poi far sembrare che avesse una doppia personalità… mi sembra un pò troppo!
6 lug, 2010 - 19:11
E’ un film eccezionale, uno dei miei preferiti. Un concentrato di emozioni, sensazioni e sentimenti indescrivibili…
Dipingerò i tuoi occhi solo quando avrò conosciuto la tua anima….
6 lug, 2010 - 20:14
un film un po’ allucinato,non sara’ fedele ma rende bene l ‘idea di Modì
3 ott, 2010 - 22:13
il finale è purtroppo vero, anche se un pò romanzato (ma naturalmente non diciamo qual’è). Ho trovato su wikipedia un elenco delle incongruenze presenti nel film, ve lo copio-incollo per chi è interessato:
]Incongruenze storiche
Come in tutte le biografie romanzate, il film non è certo privo di errori, storici e non. Eccone alcuni.
• Modigliani e Jeanne si conobbero nel 1917, ma nel film l’incontro è posticipato al 1919.
(non mi pare che questa incongruenza sia giusta: c’è scritto che il film inizia nel 1919, ma Jeanne ha già la bambina, quindi poteva averlo bemissimo conosciuto nel ’17)
• La presunta rivalità tra lui e Picasso non è mai stata provata con certezza.
• Al concorso finale, l’unica opera non fittizia visibile nel film è il Bue macellato di Soutine, che però fu realizzato ben tre anni dopo, nel 1923; tutti gli altri quadri sono inventati.
• Oltre che con Utrillo, Modigliani fu grande amico anche di Soutine, Rivera, Kisling, Foujita, Brâncuşi, Chagall e molti altri; ma nel film, tranne che col primo, con gli altri appare molto distaccato se non addirittura in urto, mentre gli ultimi non sono neppure presenti o nominati.
• Modigliani viene mostrato solo come pittore, mentre è noto che fosse anche un ottimo scultore.
• La personale alla Galerie Berthe Weill ebbe luogo nel novembre 1917, quindi prima del soggiorno nizzardo dell’artista; ma nel film, la prima è successiva al secondo.
• Leopold Zborowski era un poeta e letterato di origine polacca, e non un mercante d’arte come suggerito nel film. Della di lui moglie Hanka, più volte ritratta da Modì, nel film non v’è traccia.
• Beatrice Hastings, prima compagna di Modigliani a Parigi, era una poetessa e giornalista, e non una arrogante e viziata ereditiera come mostrato nel film.
• Modigliani e Jeanne ballano per strada al suono di La vie en rose di Edith Piaf: cosa impossibile, giacché la canzone risale agli anni Quaranta.
• Inoltre, Modigliani entra in scena fischiettando (e lo ripeterà altre volte) l’Inno di Mameli, che all’epoca non era ancora Inno Nazionale, ma solo una canzone patriottica.
• Modigliani conobbe Renoir intorno al 1915, e senza l’intermediazione di Picasso come mostrato nel film; per di più, in quel periodo il grande pittore viveva sulla Costa azzurra, e non nella lussuosa villa alle porte di Parigi mostrata nel film.
• Da alcune battute, si comprende come Picasso sia già un pittore affermato e assai ricercato sul mercato, cosa che invece avverrà solo alcuni anni dopo i fatti narrati.
• Nel film si nota ripetutamente che Picasso dipinge e scrive con la mano destra, mentre è noto che fosse mancino.
20 mag, 2011 - 23:57
Commento per il film “I colori dell’anima – Modigliani (2004)”
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